ABOUT POPLIFE BLOG / FROM NOTA / NOTE su questo blog non sono graditi commenti anonimi / siete pregati di lasciare il vostro nome ed un recapito mail valido altrimenti il vostro commento verrà cancellato we don't like anonimous comments / please, leave your name and a valid mail reference if you don't want your comment to be deleted ALTRE APPENDICI *loading* / upside down |
mercoledì, gennaio 10, 2007 / la massa densa e felice delle immagini / più alto il livello di compressione minore la qualità, ma di conseguenza maggiore la quantità di materiale stoccato /
la fotografia dell’oggetto lo conduce inevitabilmente a far parte del limbo straripante dell’iconografia contemporanea, privandolo del suo valore di unico per trasformarlo in multiplo, o piuttosto in elemento scarsamente risonante, debole, cooptato all’interno di un contesto brulicante, caratterizzato quasi esclusivamente da quantità e densità / la forza delle immagini risiede dunque ormai esclusivamente nella loro quantità? / esiste nel presente la possibilità reale che le immagini sopravvivano alla spettacolarizzazione della quantità, quali entità distinte? permane ancora un senso nel singolo scatto? nella singola rappresentazione? ha senso la foto d’autore, quando non specificamente relazionata ad un contesto tematico o documentale? / non è certo una condizione che attiene unicamente al prodotto fotografico, quanto piuttosto all’immagine in termini assoluti; concerne l’arte [o ciò che ne ha preso il posto], l’estetica delle cose e il loro essersi trasformate in immagini-figurine, incollate nella nostra vita sempre più bidimensionale, per una fobia epocale nei confronti dell’approfondimento ed al contrario una filia trasversalista / un horror vacui di superficie impone l’essere costantemente circondati da uno scenario ridondante e colmo, visivamente ed acusticamente predeterminato. all’interno dello spazio pubblico viviamo immersi in un film sceneggiato e musicato al di là della nostra volontà individuale, di modo che immagini e colonna sonora possano condizionare e specificare più o meno significativamente i nostri gusti e i nostri pensieri. / è l’apoteosi dell’assenza di stile / la morte del gusto individuale / non si tratta di una cultura di massa ma di una massa senza cultura, nel suo complesso inconsapevole e piacevolmente felice, nella convinzione che tale rifinitura esteriore sia frutto quasi dovuto e agognato del progresso, e forse perfino convinta che l’acquisto [ogni singolo acquisto] costituisca una scelta. / cosa rimane oltre l’ipotesi di rifugiarsi nel privato e costruirsi un universo individuale in cui recuperare spazi puliti e silenzi più naturali? l’accesso a luoghi non contaminati costituisce il lusso di chi ha tempo e possibilità per concedersi tali privilegi, sempre meno a portata di mano, ed il divario tra il costo delle attrezzature tecnologiche atte a ri-produrre suoni e immagini e i beni di primo consumo si assottiglia significativamente: con gli stessi soldi necessari a una modesta spesa alimentare al supermercato, è possibile acquistare un lettore mp3 od una fotocamera digitale, piuttosto che un telefonino multifunzione, e tamponare in tal modo il pensiero mediante un’interferenza visiva o sonora. si contribuisce così a generare e mettere in circolazione altri suoni ed immagini, sotto la spinta di un malsano senso di appartenenza, e stimolati da incentivi e slogan. / gli stessi mass media non propongono che palinsesti “usa e getta”, ed ormai qualsiasi messaggio estetico dura meno di una stagione, meno di un battere di ciglio, proprio come per un abito o un profumo. ed anche quando i contenuti sono culturalmente più elevati il mercato - bulimico - chiede di andare oltre, di consumare oltre, e non intende generare differenze significative nel meccanismo di smaltimento e di oblìo /
[1] se si esclude quella temporale, marcata dalla macchina al momento della memorizzazione dei file, che però non ha attinenza con il contenuto delle singole foto |