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domenica, marzo 25, 2007 sylvie & valerie in questi giorni viaggio con il piccolo volume [1] dedicato alla mostra di sylvie eyberg e valerie mannaerts, tenutasi presso il padiglione del belgio ai giardini della biennale nel 2003 / ![]() ![]() ![]() ![]()
vi sono collezioni, gruppi di oggetti coerenti e sistematizzati / vi sono piccole figure ritagliate [citazioni evolute del ready-made?] / ritagli di giornale passati allo scanner e poi scontornati / sagome, ma evocative e vibranti come videoclip / vi sono foto di alcuni lavori rifotografati, in modo da introdurre una diversa prospettiva e particolari interferenze ambientali e corporee, una distanza sancita e contemporaneamente neutralizzata tra la bidimensionalità delle immagini e la presenza reale, che si insinua là dove mi aspetterei di non poter affondare e dove invece inciampo e vengo risucchiata dolcemente e senza incertezze / vi sono tabelle costruite esclusivamente con parole, e grandi stampe rosa sgranate di foto rifotografate dalla eyberg / all’interno od a margine delle foto, piccole isole grafiche contengono messaggi realizzati con cut-up anonimi di frasi / ![]()
nel suo lavoro sylvie rinuncia a qualsiasi intervento esplicitamente personalizzante: foto di altri, frasi di altri, poesie di altri […sylvia plath / silver and exact] / il risultato è travolgente, avvolgente, elegante / tutt’altro che impersonale; ma grazie alla rinuncia a qualsiasi forma di narcisismo creativo, tale risultato riguarda tutti noi, si apre all’esterno come un dono / altresì, è parergon la grana esagerata delle stampe / tradisce una dimensione originaria e contemporaneamente offusca la visione, generando un’inevitabile variazione percettiva / incessante offerta di una duplice lettura, dentro e fuori, materiale ed immateriale / [the carnal and the abstract are one and the same, in her work the surface is inexhaustible flesh] [3]
![]() nel caso delle opere rifotografate di valerie, ecco che l’intorno diviene passepartout / spazio che dialoga con lo spazio / esercizio di allontanamento e di assorbimento / di traslazione temporale / ancora, mi soffermo di fronte ad alcuni collage-fotomontaggi di mannaerts, dove tutto avviene sotto una forma partecipativa di natura marcatamente femminile / le immagini sottratte alla realtà circostante sono pulsanti, definite come sguardo o corpo / ritagliate con decisione / hanno la forza incognita e il narcisismo sofferto dello specchio / chiedono di essere capite, affrontate / odorano / sono gesti e simboli / sono gesti-simboli / slittamenti del senso in un percorso di conoscenza dell’universo femminile / durante la notte mi vengono in mente due ulteriori aspetti del lavoro di valerie mannaerts /
il primo inerente la qualità dell’immagine, volutamente frugale, [legata al frammento ed al non finito, così come a cut-out grafici molto spartani, che intendono portare con sé evidente la dichiarazione del loro essere stati parte di un contesto altro] ed indifferente ad ogni abbellimento formale / sulle fotografie rimangono in evidenza le tracce del flash o della patinatura originale della carta, generando zone di apparentemente bassa densità di informazione, ma in verità di lettura esplicita del processo generativo e di contrasto sancito con ogni abbellimento di superficie / ![]() tale onestà operativa concerne anche il secondo aspetto, legato agli strumenti, ed in particolare all’utilizzo del computer / se è vero che la dimensione del gioco e quella dell’ironia sono costantemente presenti, valerie sfugge qualsiasi operazione di maquillage che non sia esplicitata in quanto tale all’interno di un processo specifico, e che sia finalizzata a un incremento puramente esteriore / ![]() nell’elaborare queste poche osservazioni, mi trovo a dover affrontare una volta ancora, più o meno velatamente, la questione della gender art, di fronte ad opere che trasportano l’inestricabile quanto ineffabile valenza della loro sessualità / nota: tutte le immagini sono rifotografate dal catalogo originale [1] sylvie eyberg-valerie mannaerts / yves gevaert & communautè française de belgique / 2003 / ISBN 2-930128-24-0 [2] jacques derrida / la verità in pittura / newton&compton - 2005 / ISBN-88-541-0371-3 [3] thierry de duve, silver and exact / catalogo della mostra, cit. / pag 120 [4] thierry de duve, silver and exact / catalogo della mostra, cit. / pag 122 |